giovedì 30 ottobre 2014

Tassa sul traffico internet. L'Ungheria protesta


Il governo ungherese di Orban Viktor ha deciso di imbavagliare la libertà di espressione a cominciare dal web, imponendo una tassa sul traffico internet.

Le indiscrezioni parlano di una gabella di 50 centesimi di euro per un Gb di traffico. Dopo le prime proteste il Fidesz (partito di maggioranza) ha provato ad ammorbidire i toni promettendo una modifica della proposta di legge giustificata col fine di centrare il budget 2015.

I cittadini ungheresi non la hanno bevuta e si sono riversati a migliaia nelle strade per protestare contro la trovata pericolosa del governo. Un fronte trasversale formato da gente proveniente da diverse estrazioni sociali e senza simboli politici che ha sfidato il governo al grido di Orban Viktor dittatore con lancio di mouse, tastiere e pc verso la sede del Fidesz e manifestando approvazione per l’Unione Europea.

Una condanna netta del bavaglio al web è giunta anche dalla commissaria europea per le Politiche Digitali Neelie Kroes.

Stiamo parlando di un popolo fiero che è sceso in piazza contro chi ha intenzione di controllare l’accesso alle informazioni, alla cultura, alla comunicazione e vuole incatenare la libertà di esprimere quelle idee che non sempre si adeguano al sistema governativo.


Globalizzazione significa anche prendere il buono che altri popoli possono offrire e direi che questo esempio di fierezza merita di essere conosciuto e valutato.

mercoledì 29 ottobre 2014

La toccante lettera-testamento della giovane Reyhaneh


La 26enne iraniana Reyhaneh Jabbari, condannata alla pena capitale per aver ucciso il suo stupratore, è stata impiccata all’alba dello scorso 25 Ottobre in barba agli appelli internazionali ed alla campagna per salvarle la vita lanciata sui social soprattutto ad opera di Amnesty International. Reyhaneh era stata arrestata nel 2007 per essersi ribellata ad un ex dipendente dell’intelligence iraniana, Morteza Abdolali.
Di seguito pubblico la sua lettera-testamento rivolta alla madre affinchè possa essere letta da più persone possibili e faccia riflettere sul coraggio di una ragazza uccisa ingiustamente.
Cara Shole,
oggi ho appreso che e’ arrivato il mio turno di affrontare la Qisas (la legge del taglione del regime). Mi sento ferita, perché non mi avevi detto che sono arrivata all’ultima pagina del libro della mia vita. Non pensi che dovrei saperlo? Non sai quanto mi vergogno per la tua tristezza. Perché non mi hai dato la possibilità di baciare la tua mano e quella di papa’?
Il mondo mi ha permesso di vivere fino a 19 anni. Quella notte fatale avrei dovuto essere uccisa. Il mio corpo sarebbe stato gettato in un qualche angolo della città e, dopo qualche giorno, la polizia ti avrebbe portata all’obitorio per identificare il mio cadavere, e avresti appreso anche che ero stata stuprata. L’assassino non sarebbe mai stato trovato poiché noi non godiamo della loro ricchezza e del loro potere. E poi avresti continuato la tua vita nel dolore e nella vergogna, e un paio di anni dopo saresti morta per questa sofferenza, e sarebbe finita cosi’.
Ma a causa di quel colpo maledetto la storia e’ cambiata. Il mio corpo non e’ stato gettato via, ma nella fossa della prigione di Evin e nelle sue celle di isolamento e ora in questo carcere-tomba di Shahr-e Ray. Ma non vacillare di fronte al destino e non ti lamentare. Sai bene che la morte non e’ la fine della vita.
Mi hai insegnato che veniamo al mondo per fare esperienza e per imparare una lezione, e che ogni nascita porta con se’ una responsabilità. Ho imparato che a volte bisogna combattere. Mi ricordo quando mi dicesti che l’uomo che conduceva la vettura aveva protestato contro l’uomo che mi stava frustando, ma quest’ultimo ha colpito l’altro con la frusta sulla testa e sul volto, causandone alla fine la morte. Sei stata tu a insegnarmi che bisogna perseverare, anche fino alla morte, per i valori.
Ci hai insegnato andando a scuola ad essere delle signore di fronte alle liti e alle lamentele. Ti ricordi quanto hai influenzato il modo in cui ci comportiamo? La tua esperienza pero’ e’ sbagliata. Quando l’incidente e’ avvenuto, le cose che avevo imparato non mi sono servite. Quando sono apparsa in corte, agli occhi della gente sembravo una assassina a sangue freddo e una criminale senza scrupoli. Non ho versato lacrime, non ho supplicato nessuno.  Non ho cercato di piangere fino a perdere la testa, perché confidavo nella legge.
Ma sono stata incriminata per indifferenza di fronte ad un crimine. Vedi, non ho ucciso mai nemmeno le zanzare e gettavo fuori gli scarafaggi prendendoli per le antenne. Ora sono colpevole di omicidio premeditato. Il mio trattamento degli animali e’ stato interpretato come un comportamento da ragazzo e il giudice non si e’ nemmeno preoccupato di considerate il fatto che, al tempo dell’incidente, avevo le unghie lunghe e laccate.
Quanto ero ottimista ad aspettarmi giustizia dai giudici! Il giudice non ha mai nemmeno menzionato che le mie mani non sono dure come quelle di un atleta o un pugile. E questo paese che tu mi hai insegnata ad amare non mi ha mai voluta, e nessuno mi ha appoggiata anche sotto i colpi dell’uomo che mi interrogava e piangevo e sentivo le parole più volgari. Quando ho rimosso da me stessa l’ultimo segno di bellezza, rasandomi i capelli, sono stata premiata con 11 giorni di isolamento.
Cara Shole, non piangere per quello che senti. Il primo giorno che nell’ufficio della polizia un agente anziano e non sposato mi ha colpita per via delle mie unghie, ho capito che la bellezza non e’ fatta per questi tempi.  La bellezza dell’aspetto, la bellezza dei pensieri e dei desideri, la bella calligrafìa, la bellezza degli occhi e di una visione, e persino la bellezza di una voce piacevole.
Mia cara madre, il mio modo di pensare è cambiato e tu non sei responsabile. Le mie parole sono senza fine e le darò a qualcuno in modo che quando sarò impiccata senza la tua presenza e senza che io lo sappia, ti verranno consegnate. Ti lascio queste parole come eredita’.
Comunque, prima della mia morte, voglio qualcosa da te e ti chiedo di realizzare questa richiesta con tutte le tue forze e tutti i tuoi mezzi. Infatti, e’ la sola cosa che voglio dal mondo, da questo paese e da te. So che hai bisogno di tempo per questo. Per questo ti dirò questa parte del mio testamento per prima. Per favore non piangere e ascolta. Voglio che tu vada in tribunale e presenti la mia richiesta. Non posso scrivere questa lettera dall’interno della prigione con l’approvazione delle autorità, perciò ancora una volta dovrai soffrire per causa mia.  E’ la sola cosa per cui, anche se tu dovessi supplicarli, non mi arrabbierei – anche se ti ho detto molte volte di non supplicarli per salvarmi dalla forca.
Mia buona madre, cara Shole, più cara a me della mia stessa vita, non voglio marcire sottoterra. Non voglio che i miei occhi o il mio cuore giovane diventino polvere. Supplicali perché subito dopo la mia impiccagione, il mio cuore, i reni, gli occhi, le ossa e qualunque altra cosa possa essere trapiantata venga sottratta al mio corpo e donata a qualcuno che ne ha bisogno. Non voglio che sappiano il mio nome, che mi comprino un bouquet di fiori e nemmeno che preghino per me. Ti dico dal profondo del cuore che non voglio che ci sia una tomba dove tu andrai a piangere e soffrire. Non voglio che tu indossi abiti scuri per me. Fai del tuo meglio per dimenticare i miei giorni difficili. Lascia che il vento mi porti via.
Il mondo non ci ama. Non voleva il mio destino. E adesso sto cedendo e sto abbracciando la morte. Perché nel tribunale di Dio incriminerò gli ispettori, l’ispettore Shamlou, il giudice, i giudici della Corte suprema che mi hanno colpita quando ero sveglia e non hanno smesso di abusare di me. Nel tribunale del creatore accuserò il dottor  Farvandi, e Qassem Shabani e tutti coloro che per ignoranza o menzogna mi hanno tradita e hanno calpestato i miei diritti.
Cara Shole dal cuore d’oro, nell’altro mondo siamo io e te gli accusatori e loro sono gli imputati. Vediamo quel che vuole Dio. Io avrei voluto abbracciarti fino alla morte. Ti voglio bene.
Reyhaneh”
Secondo fonti iraniane sono stati vietati i funerali e non è stata autorizzata la donazione degli organi di Reyhaneh. Bisogna dire che ciò non è tecnicamente possibile dopo morte per strada da impiccagione perché la morte avviene per il danno acuto e irreversibile subito dagli organi privati di ossigeno.




lunedì 27 ottobre 2014

L'Agro nocerino sarnese Green che vorrei...e non è utopia


Il dossier di Amdot (Associazione malati, trapianti e donatori di organi), Spes e Progetto Agro è tristemente chiaro: nell’Agro nocerino sarnese su 100 decessi circa 65 sono causati dal cancro.
Malattie come la leucemia, il tumore ai polmoni, all’apparato digerente e alle ossa, degenerazione degli apparati neurovegetativi o cardiovascolari fanno parlare di “Agro dei fuochi”. Il sentore della peste del XXI secolo era già palese da tempo nel nostro pensare comune poichè da decenni subiamo i lutti e leggiamo di tante vite stroncate da questi mali.

Un altro studio recente condotto da una equipe di ricercatori (geochimici, biologi e medici) dell’Università Federico II di Napoli e dell’Università del Sannio ha mostrato le possibili relazioni esistenti tra alte concentrazioni di metalli pesanti nel suolo e la qualità del liquido seminale degli abitanti di sesso maschile. I risultati dimostrano una forte correlazione tra la concentrazione anomala di piombo e antimonio e la scarsa qualità del liquido seminale. Più debole l’impatto di mercurio e zinco.

A questo punto parlare di un coordinamento unitario “No Agro dei fuochi” con sedi permanenti nei 16 comuni (Angri, Bracigliano, Castel San Giorgio, Corbara, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Pagani, Poggiomarino, Roccapiemonte, San Marzano sul Sarno, Sant’Egidio del Monte Albino, San Valentino Torio, Sarno, Scafati, Siano, Striano) che fanno parte di questo territorio sia giusto e fondamentale per un’azione decisa e propositiva dei cittadini.

Incontri, manifestazioni pacifiche, dibattiti (che già sono avvenuti in occasione del progetto Grande Sarno) e soprattutto soluzioni affinchè si faccia rete e si rafforzi quel senso di comune appartenenza ad una terra che noi stessi abbiamo martoriato. Un impegno civico forte a favore della tutela dell’ambiente a partire dalla raccolta differenziata ancora più minuziosa, dal divieto morale di sporcare le strade delle nostre città gettando a terra qualsiasi cosa senza aspettare pazientemente di imbattersi nel prossimo cestino per i rifiuti ed infine i roghi. Infatti non possiamo pensare di eliminare il problema bruciandolo così da immettere nell’aria particelle tossiche che poi respiriamo e che vanno a posarsi sulle coltivazioni.

A mio avviso i nostri rappresentanti politici locali dovrebbero ampliare le ZTL, la pratica del bike sharing e sfruttare a dovere i fondi europei a favore delle energie rinnovabili. Insomma bonifiche, idee green e sanzioni reali per chi inquina vanno a braccetto verso quello che chiamo l’Agro nocerino sarnese green che vorrei. 

Queste riflessioni non vogliono creare allarmismo ma rappresentano la percezione sentita di un grave problema che coinvolge circa 300.000 abitanti.


martedì 9 settembre 2014

"Ringrazio i carabinieri" e la piazza si divide



Una piazza colma che si diverte e danza a ritmo dello straripante sound by Enzo Avitabile, Tony Esposito ed i Bottari, a suggellare il grande successo dell'OKdoriaFest 2014 ad Angri.

Fino a quì tutto bene. Poi sul palco salgono gli organizzatori e va ancora tutto bene. Infine arriva il momento dei saluti istituzionali e del sindaco Pasquale Mauri: ad accoglierlo un mix di applausi e fischi. Qualcuno è dalla sua parte, altri no.
Il primo cittadino esprime i dovuti ringraziamenti a quanti hanno permesso la riuscita dell'evento: gli organizzatori, lo staff, le guardie ambientali, i vigili urbani ed i carabinieri.

La sola citazione di questi tre corpi, rappresentanti dello Stato, ha fatto andare il "fischiometro" in tilt: le parole grazie, ordine e l'invito ad applaudirli hanno letteralmente scatenato la piazza che si è divisa tra l'approvazione e la protesta.

A mio avviso l'ordine è il frutto sia della civiltà mostrata dai cittadini e sia della presenza sul territorio dei carabinieri, che dunque andavano ringraziati.

Posso capire la rabbia di parenti e amici contro di essi per l'uccisione del giovanissimo Davide, ma non chi cavalca intenzionalmente l'onda di emozioni negative e spara (con la lingua) nel mucchio a cuor leggero: a questo punto diciamo che tutti gli operai vogliono solo scioperare, che tutti gli insegnanti sono incapaci, che tutti i giornalisti sono terroristi...e non spetta a me giudicare quel dramma.

Inoltre era evidente che all'aumentare dei fischi cresceva in modo proporzionale l'ira del sindaco che, leggermente lontano dal microfono, avrebbe dovuto evitare quel "pagliacci" ripetuto più volte per non istigare una piazza già palesemente surriscaldata.

Quanto accaduto ieri prescinde dal successone dell'evento, ma non poteva cadere nell'oblio.

E voi, cosa ne pensate?

sabato 6 settembre 2014

Il patto educativo di Renzi. E l'importanza dell'educazione civica?

                                                                           

Il governo Renzi mette la scuola al centro del presente e del futuro dell'Italia e ha pienamente ragione.

Dodici mesi di tempo per investire su di essa e rivoluzionarla affinchè gli edifici scolastici possano sprizzare bellezza educativa da tutti i pori. Il premier nel suo discorso mostra sicurezza, dice di volere coinvolgere tutti nel "patto educativo" con una consultazione che durerà sessanta giorni (dal 15 Settembre al 15 Novembre soprattutto sulle materie da studiare) per recepire più proposte costruttive possibili. Affronta la tematica del delicato ruolo degli insegnanti, dando il via alla lotta al precariato ed alla "supplentite"; aumento degli stipendi secondo meritocrazia e non più in base agli anni di servizio; annuncia un maggiore investimento di risorse nella scuola.

Raccolgo subito l'invito del primo ministro e propongo con convinzione di dare maggiore importanza, per il futuro della nostra società, e maggior peso, in termini di valutazione dello studente, all'educazione civica.
I docenti devono affiancare le famiglie nell'insegnamento ai giovani, fin dalla più tenera età, dei sani princìpi della democrazia, del bene comune e della convivenza civile e rispettosa con gli altri.
In termini pratici far capire che è fondamentale diventare un cittadino attivo, leggere, informarsi, rispettare l'ambiente (fare la raccolta differenziata ad esempio), parcheggiare l'auto dove è lecito farlo, che un parco o un campetto pubblico appartengono a tutti e dunque vanno conservati ed utilizzati rispettando gli altri. Soprattutto già da bambini si deve conoscere il valore della meritocrazia, che il clientelismo va evitato ed il divieto morale e civico di voler "fottere" gli altri perchè ci si crede migliori.
Dal punto di vista del voto numerico, secondo me la materia dovrebbe pesare come il greco o il latino al classico oppure come la matematica allo scientifico. Essere fondamentale.
Utopia? Credo proprio di no.

Tornando al documento programmatico "La buona scuola" mi sento di augurare con tutto il cuore alla mia nazione le 150mila assunzioni che il Governo ha promesso tra un anno (Settembre 2015) e ben vengano il concorso per diventare docenti di ruolo (Renzi ha parlato di 40mila assunzioni tra il 2016 ed il 2019) , l'aumento di stipendio in base alla meritocrazia (finalmente e ciò deve valere anche per altri settori del pubblico) ed il ringiovanimento del corpo docenti (spazio ai giovani preparati e pensionamento meritato a chi ha dato tanto al mondo della scuola).

A mio avviso sono validissime anche le proposte del potenziamento dell'insegnamento dell'inglese ed anche di altre lingue? a partire dai 6 anni di età poichè viviamo in un globo oramai ipercollegato; dell'interazione studente - mondo del lavoro così da permettere ai ragazzi di fare esperienze formative e capire la reale predisposizione per il loro futuro. Più princìpi di economia ed informatica, musica ed educazione artistica e fisica per una forma mentis più critica e libera, senza condizionamento alcuno.

Ora mi chiedo: a tutti questi buoni propositi il Governo farà seguire le condizioni reali per consentire ai giovani di esprimere il proprio talento?


mercoledì 3 settembre 2014

Bateau "Musc" e OkDoriafest: la forza della fantasia e delle idee

                                                                             
Le novità di successo spesso suscitano invidia.
Notizia di ieri è che da Parigi è giunta una raccomandata alla Alilauro di Napoli che diffida la compagnia di navigazione riguardo il tour costiero nel golfo partenopeo e denominato "Bateau Mouche".

L'azienda francese che opera sulla Senna parigina forse ha temuto il furto dell'idea e della propria creatura che è stata incastonata in uno dei panorama più mozzafiato del mondo: il Golfo di Napoli. Accade che fascino, storia e architettura catturano i visitatori e la città del Vesuvio si trova improvvisamente in contrapposizione con quella della tour Eiffel.

Ecco che per evitare lo "scontro diplomatico" subentra la fantasia del popolo napoletano ed il responsabile del progetto, il consigliere comunale Carmine Attanasio, propone la soluzione: "Lo chiamaremo in un napoletanissimo ed inimitabile Bateau Musc". Detto fatto e sul sito di Alilauro compare già la nuova dicitura. L'arte di arrangiarsi e la genialità hanno trovato il bandolo della matassa, a favore di due città, Napoli e Parigi, dalla bellezza inestimabile.

Risolta la "questione dell'invidia europea" se ne apre un'altra e questa volta concerne un paese di 31mila abitanti della provincia di Salerno: Angri.
Ebbene quattro anni fa tre amici (Mimmo Esposito, Marco De Simone e Pietro Paolo Coppola) ebbero la magnifica idea di metter su una festa dedicata alla birra, ai piedi di quella fantastica location che è il castello Doria e la chiamarono OkDoriafest. Tanti ospiti celebri, ottima birra, migliaia e migliaia di visitatori ed una straordinaria opportunità per la cittadina di mettere in mostra la propria storia e le proprie tradizioni.
Tanta gente che si incontra, ascolta i più svariati tipi di musica, beve e si diverte...eppure c'è chi storce il naso e purtroppo lancia strali e maledice l'evento con l'ausilio dei social network o cerca il pelo nell'uovo.

L'invidia consuma l'uomo e gli offusca la mente, perchè con lucidità c'è da dire che gli organizzatori dell'evento sono stati bravi (si è accesa la lampadina), intraprendenti, coraggiosi e fortunati. Sicuramente agiranno per il bene della città ma anche per loro stessi (non siamo ipocriti) e quest'anno per la quarta edizione (4-8 settembre) creeranno senza dubbio le condizioni affinchè gli angresi possano accogliere con ospitalità i visitatori e mostrare con orgoglio le bellezze della propria città.

Dunque non c'è spazio per l'invidia ed il pettegolezzo; le parole d'ordine dovranno essere collaborazione, cordialità ed ospitalità per rendere indelebile nella memoria dei visitatori il ricordo della città dei Doria.
Avanti così e come direbbe Rafa Benitez "Sin prisa, pero sin pausa".

lunedì 1 settembre 2014

Giù le mani da don Ciotti

                                                                               
“Sono felice di spendere la mia vita a saldare la terra con il cielo”. Questa frase di don Ciotti al programma televisivo “Parla con me”, nel febbraio 2009, descrive perfettamente un uomo coraggioso, un prete di periferia molto impegnato nel sociale e sempre dalla parte degli ultimi, un uomo di Chiesa che mette in pratica il Vangelo.

“Ciotti, Ciotti, putissimo pure ammazzarlo”…questa invece la minaccia di morte del boss Totò Riina durante un colloquio col capo della sacra corona unita (tutto minuscolo volontariamente) Alberto Lorusso, nel carcere di Opera, che nei giorni scorsi ha allarmato l’opinione pubblica ed ha fatto sì che la scorta del sacerdote fosse affidata a due poliziotti. A Riina non vanno giù i beni confiscati alla mafia ed il loro riutilizzo sociale da parte dell’associazione Libera di cui don Ciotti è il creatore e massimo esponente. La “proposta di morte” non è rivolta solo ad un uomo, ma alle tante persone che ogni giorno alzano la testa contro un sistema soffocante, una ragnatela maligna che ingabbia la libertà, la cultura e la civiltà.
Don Luigi Ciotti non piega la testa e anzi risponde con convinzione, invocando alcuni temi a mio avviso fondamentali: la fedeltà al Vangelo, la ribellione delle coscienze, la forza del “noi”, il vuoto di democrazia e la corruzione. 
  • Ha perfettamente ragione quando afferma che solo contrastando le ingiustizie, le violenze e stando dalla parte delle vittime e degli ultimi l’uomo di chiesa è realmente fedele al Vangelo…altro che sermoni domenicali, a cui gli stessi oratori non fanno seguire i fatti, le ricchezze ed i privilegi.
  • In effetti i cittadini di buona volontà devono trovare la forza prima dentro sé stessi e poi nelle più svariate forme di associazionismo e dunque cementificando quel noi per poter reagire alla dittatura di inciviltà e morte imposta dal sistema malavitoso. I buoni esempi non mancano e spronano la gente comune.
  • Più che vuoto di democrazia io direi mancanza della presenza dello Stato. Non lo identifico solamente nell’azione di controllo e repressione da parte delle forze dell’ordine presenti nelle nostre strade, ma soprattutto nella creazione delle condizioni di sviluppo della persona umana: scuole, lavoro, teatri, luoghi di aggregazione e di coinvolgimento di tanti giovani che oggi, complice la crisi economica, si sentono persi, non vedono un futuro soddisfacente, oppure provenendo da situazioni familiari difficili scelgono spesso la strada sbagliata.
  • Infine la corruzione: credo sia il male dei mali in Italia, il marchingegno della bustarella, del cosiddetto “piacere” che affossa il merito e premia gli adulatori o i figli di…, che poi dopo decenni presenta il conto: deficit economico delle aziende pubbliche, inefficienza degli apparati statali, opere pubbliche costruite senza criteri e le vittime innocenti ne pagano le conseguenze. Anzi le stiamo pagando noi e se non ci diamo una mossa subiranno questo scempio anche le generazioni future.


Noi giovani abbiamo il dovere civile e morale di reagire, di non adeguarci e di alzare la testa perché abbiamo diritto ad una vita libera, senza condizionamenti malavitosi e soprattutto ricca di possibilità per esprimere il nostro talento possibilmente nella direzione del BENE COMUNE.

Il breve resoconto che segue servirà a capire l’attivismo di don Luigi Ciotti: 
  • nel 1965 fonda il Gruppo Abele con un progetto educativo negli istituti di pena minorili e la nascita di alcune comunità per adolescenti alternative al carcere;
  • nel 1973, il Gruppo inaugura il “Centro Droga”, un luogo di accoglienza e ascolto per i  giovani con problemi di tossicodipendenza. L’associazione comincia ad affiancare l’impegno culturale con un centro studi, una casa editrice e l’Università della strada: gli spazi di ascolto, l’attenzione per le varie forme di dipendenza (nuove droghe, alcool, gioco d’azzardo), l’aiuto alle vittime di tratta e alle donne prostituite, con l’unità di strada, il numero verde, il supporto legale, le iniziative per l’integrazione delle persone migranti, come l’educativa di strada per gli adolescenti stranieri. Poi attività di ricerca, una biblioteca, riviste tematiche, e percorsi educativi rivolti a giovani, operatori sociali e famiglie. Infine, un consorzio di cooperative sociali per dare lavoro a persone con percorsi difficili, eredità delle botteghe e dei laboratori professionali;
  • dal 1979 il Gruppo si apre anche alla cooperazione internazionale, con un primo progetto in Vietnam, cui ne seguiranno altri in Sud America e Costa d’Avorio, quest’ultimo tuttora in corso;
  • nell’estate del 1992, don Ciotti fonda il mensile Narcomafie e nel 1995 il coordinamento di Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie, oggi punto di riferimento per oltre 1.600 realtà nazionali e internazionali. Nel 1996 Libera promuove la raccolta di oltre un milione di firme per l’approvazione della legge sull’uso sociale dei beni confiscati, e nel 2010 una seconda grande campagna nazionale contro la corruzione. A tal fine servono le cooperative sociali sui beni confiscati con i loro prodotti dal gusto di legalità e responsabilità; il sostegno concreto ai familiari delle vittime e la mobilitazione annuale del 21 marzo, “Giornata della memoria e dell’impegno”; l’investimento sulla ricerca e l’informazione, attraverso l’Osservatorio “LiberaInformazione”; l’attenzione alla dimensione internazionale, con la rete di Flare – freedom, legality and rights in Europe.
  • Nel gennaio 2013 Libera Gruppo Abele avviano la campagna online di Riparte il futuro, che ha permesso la modifica dell’articolo 416 ter del codice penale in tema di voto di scambio politico - mafioso il 16 aprile 2014. (Fonte: Wikipedia)